Quaranta giri di Michael Walzer

Alessandro Leogrande per Il Sole 24 Ore

Esistono guerre giuste? È possibile scrivere una morale dei conflitti armati, separando quelli legittimi da quelli illegittimi? Se lo chiese esattamente quarant’anni fa il filosofo ebreo newyorchese Michael Walzer, a ridosso della grande sconfitta americana in Vietnam, in un libro che ha segnato il dibattito filosofico dei decenni successivi: Guerre giuste e ingiuste (pubblicato in lingua italiana da Liguori nel 1990, e successivamente da Laterza nel 2009). La riflessione sviluppatasi in seguito, intorno alla legittimità degli “interventi umanitari”, delle azioni militari ideate per porre fine a una politica di pulizia etnica o di sterminio delle opposizioni, e in ultimo della guerra contro il terrorismo e il Daesh, trova proprio in quelle pagine di Walzer la sua origine, o quanto meno una sua prima argomentazione sistematica. Per questo, quando Just and Unjust Wars uscì per la Basic Books di New York nel 1977, tracciò uno spartiacque. (continua)