Pierre Bayle, maestro di tolleranza

Massimo Bucciantini per Il Sole 24 Ore

Amsterdam, 2 novembre 2004. Il regista e produttore televisivo Theo Van Gogh, un lontano parente del pittore Vincent, venne barbaramente ucciso da un estremista islamico come ritorsione contro alcune immagini mostrate nel suo documentario sulle donne e l’Islam intitolato Submission. Si trattò di una vera e propria esecuzione in pieno giorno. Quella mattina Theo stava andando in bicicletta verso il suo studio cinematografico quando venne fermato da un olandese di origine marocchina che prima gli sparò otto colpi di pistola, poi lo sgozzò e infine gli piantò un coltello nel petto e un altro nell’addome, in cui aveva infilzato un biglietto contenente minacce agli ebrei e ai governi occidentali. La vicenda fece grande scalpore. Per la tollerante Olanda era un fatto senza precedenti: un crimine così terribile che molti lo paragonarono all’attentato dell’11 settembre. (continua)