Non fidatevi del Diario di Ciano

Paolo Mieli per Il Corriere della Sera

Galeazzo Ciano, figlio di Costanzo, marito di Edda (la figlia prediletta di Benito Mussolini), ministro degli Esteri tra la seconda metà degli anni Trenta e all’inizio dei Quaranta, tenne un diario dal 9 giugno del 1936 al 6 febbraio del 1943. Un diario considerato veritiero, addirittura «inoppugnabile» da quasi tutti gli storici del fascismo, a cominciare da Renzo De Felice. Tale lo ritenne senza esitazione il sottosegretario di Stato americano Benjamin Sumner Welles; e così anche Lucien Febvre, Paul Kluke, Maurice Vaussard. Un ex giornalista di regime approdato all’Italia democratica, Ugo D’Andrea, prefatore della prima (incompleta) edizione del diario pubblicata da Rizzoli nel 1946, lo presentò come il libro che, più di ogni altro, «ha saputo descrivere la nostra decadenza di Nazione, mostrando come la tirannide avvilisca, deformi e corrompa il costume e la dignità di un popolo e apra le porte all’invasione straniera». (continua)