«Millennium» 5: Lisbeth Salander ricomincia dal carcere

di David Lagercrantz (da Il Corriere della Sera)

Di ritorno dalla palestra e dalle docce, Lisbeth Salander fu fermata in corridoio dal capo delle guardie, Alvar Olsen, che si mise a parlare di qualcosa tutto infervorato, forse addirittura eccitato. Gesticolava e agitava dei fogli. Ma Lisbeth non sentiva una parola di quello che diceva. Erano le 19.30.

Le 19.30 erano l’orario peggiore, a Flodberga. Il treno merci passava sferragliando proprio in quel momento e con il suo fragore assordante faceva tremare le pareti e le inferriate. Nell’aria aleggiava odore di sudore e profumo. Non c’era ora più pericolosa delle 19.30, lì in prigione. Era in quegli istanti, sotto la protezione del fracasso proveniente dai binari e nel caos generale che si creava subito prima della chiusura delle celle, che avvenivano le aggressioni più gravi. Lisbeth faceva sempre correre lo sguardo avanti e indietro sul reparto, a quell’ora, e sicuramente non fu un caso se proprio in quel momento vide Faria Kazi. (continua)