Maria Callas, il genio nascosto dietro la fragilità

Alberto Mattioli per La Stampa

D’accordo: diamo per detti il dimagrimento, la mamma stronza, il divorzio da Meneghini, gli amori sbagliati, quindi l’orrido Onassis, e quelli impossibili, vedi Visconti e Pasolini, i tailleur della Biki, la morte misteriosa. Tutto ha già tracimato su inutili inserti giornalistici, libri deplorevoli, film sciropposi, perfino fiction tivù, come dire il massimo del minimo. E poi diciamolo: quarant’anni fa, quel 16 settembre 1977, al 36 dell’avenue Georges Mandel di Parigi, morì una donna che in effetti era già morta. La vera domanda da porsi su Maria Callas è: perché, dopo tanto tempo, resta la cantante lirica più famosa del mondo? Perché il mito? Perché la Callas è la Callas? (continua)