Mai fidarsi del testimone

Thomas Albright per Il Sole 24 Ore

Le prove forensi – ovvero i dati empirici utilizzati dalla Scientifica per indagare su un reato e perseguirne l’autore – sono tenute in alta considerazione nella nostra società in virtù della loro potenziale capacità di tracciare un percorso oggettivo fino alla giustizia penale. Malgrado le attrattive della scienza forense, negli ultimi anni abbiamo assistito a fiaschi madornali in ambito giudiziario che hanno portato alla condanna di innocenti, facendo levare da più parti accorati appelli a favore di una riforma di questa disciplina. Nel 2009, ad esempio, la US National Academy of Sciences ha pubblicato un rapporto in cui condannava sostanzialmente le pratiche della Scientifica negli Stati Uniti e avanzava raccomandazioni specifiche sulla necessità di una riforma. In maniera simile, il Council of Advisors on Science and Technology (PCAST) della Presidenza USA ha pubblicato nel 2016 un’analisi feroce dei metodi forensi «comparativi» (come il confronto delle impronte digitali e delle tracce balistiche), sottolineando la mancanza di una loro comprovata validità e il rischio intrinseco di condanne ingiuste. (continua)