Libri senza memoria (digitale)

Michelangelo Zaccarello per Il Sole 24 Ore

Se ci troviamo a traslocare, di casa o di ufficio, cogliamo spesso l’occasione di disfarci della roba inutile. Fra le cose che troveranno posto nella nuova sede, ci sarà più facilmente una raccolta di vecchie cartoline postali o una scatola di floppy disk di solo 10-15 anni fa? L’idea di conservare i reperti cartacei, di carattere personale o di qualche interesse storico, è profondamente radicata nella nostra sensibilità e poggia su sedi istituzionali di conservazione e criteri a noi familiari: archivi pubblici o privati, biblioteche, mostre documentarie non saranno luoghi frequentatissimi, ma fanno parte della nostra vita quotidiana. (continua)