Il videogioco ha vinto la sua battaglia: adesso è arte

Marco Accordi Rickards per Il Giornale

Quando, quasi per caso, nacque quello strano oggetto misterioso destinato a essere chiamato «videogioco», nessuno pensò di essere dinanzi a una nuova forma d’espressione artistica.

In principio fu l’esperimento del fisico statunitense William Higinbotham, nel 1958: Tennis For Two, proto-simulatore di tennis visualizzato sullo schermo di un oscilloscopio. Poi, nel 1962, arrivò Spacewar!, virtuosismo tecnologico di Steve Russell, studente dell’arcinota università americana M.I.T., nonché nerd ante litteram, che diede vita a uno spettacolare (per l’epoca) duello stellare tra astronavi, un’altra creazione multigiocatore che girava su computer grandi quanto automobili. (continua)