Il crepuscolo dell’invidia

Mattia Rossi per Il Giornale

«A me sembra quasi che Wagner parli spesso come davanti a dei nemici». A scrivere queste parole è l’amico (prima) e detrattore (poi) di Richard Wagner, Friedrich Nietzsche, nel decimo capitoletto del suo Richard Wagner a Bayreuth.

In effetti, la similitudine nietzscheana tratteggia bene l’attività scrittoria del compositore tedesco. Saggista bulimico e critico assetato, Wagner è autore di una quantità sterminata di pagine: in molte di esse, come già notava Nietzsche, il costante substrato è quello della vis polemica, della disputa pungente, degli attacchi velenosi, delle stilettate al vetriolo. Ora, tale produzione wagneriana è disponibile in un unico volume: Scritti teorici e polemici (Edt, pagg. 254, euro 28, a cura di Maurizio Giani). (continua)