François Ozon e il doppio: attrazione e dualità nel cinema del regista francese

Davide Sica per Movieplayer

Il nuovo film del cineasta francese François Ozon, Doppio amore, si apre con l’inquadratura interna di una vagina nel corso di una visita ginecologica. Il movimento della macchina da presa successivamente la mostra invece come un occhio che lacrima. Un’apertura visiva spiazzante, con un titolo che richiama immediatamente uno dei topoi cardine della filmografia del regista parigino. Lo sdoppiamento, l’alternanza fra realtà e finzione, così come la ricerca della propria identità sono delle caratteristiche molto diffuse nei suoi film e in Doppio amore, presentato in concorso al Festival di Cannes 2017, le tensioni sessuali e le fragilità dei protagonisti rappresentano un riassunto esplicito degli elementi più comuni ai quali ci ha abituato il cinema di Ozon. Pregi e difetti, Doppio amore è un compendio delle lacune e delle qualità dei suoi film. (continua)