Demio, chi è costui? Uno sconosciuto ma di genio assoluto

Vittorio Sgarbi per Il Giornale

Giovanni Demio è un perfetto sconosciuto. Eppure fu un genio di prima grandezza. Cominciò a incontrare la mia strada intorno al 1978, quando si preparavano le celebrazioni per il quarto centenario della morte (1580) di Andrea Palladio.

Il nome del grande architetto, creato dal poeta Gian Giorgio Trissino, evoca un mondo di perfezione e di inequivocabile fortuna che non ha l’eguale, con un corteo di fedelissimi innamorati che indica, oltre alla diffusione del suo stile nel mondo, anche un gusto, una sensibilità, una moda e, alla fine, una fortuna che supera quella di ogni altro architetto, perfino di Michelangelo e di Raffaello. Il veneto Palladio, per l’architettura, è come l’inglese per le lingue: è una lingua universale, imprescindibile, che tiene insieme l’antico e il moderno e si proietta verso il futuro. Palladio è un mondo, e genera mondi. Io ero da poco arrivato, venticinquenne, a Vicenza come ispettore storico dell’arte della nuova Soprintendenza per i beni storici e artistici del Veneto. (continua)