Da Nolan a David Lynch: quanto potere hanno i registi a Hollywood?

Max Borg per Movieplayer

Con l’avvento di Internet si sono moltiplicate le rivelazioni pubbliche sui disaccordi tra i registi hollywoodiani e le alte sfere della produzione/distribuzione: basti pensare a Edgar Wright che ha rinunciato ad Ant-Man pochi mesi prima dell’inizio delle riprese, o alla presunta estromissione di David Ayer dal montaggio finale di Suicide Squad. Negli ultimi mesi la questione ha raggiunto nuove vette, con due eventi molto discussi: da un lato, l’entrata in scena di Joss Whedon come supervisore delle riprese supplementari e di tutta la post-produzione di Justice League, su esplicita richiesta di Zack Snyder che è stato segnato da un lutto in famiglia; dall’altro, il licenziamento di Phil Lord e Chris Miller sul set del film dedicato al giovane Han Solo, prima che le riprese principali fossero state completate (al duo è poi subentrato Ron Howard). Da lì è scaturita l’ennesima polemica, soprattutto da parte dei cinefili duri e puri, sulla presunta violazione dei poteri decisionali del regista e sulla crisi dell’autorialità a Hollywood. Un argomento complesso sul quale noi vogliamo cercare di fare un po’ di chiarezza. (continua)