Classico e antiretorico: Selva, lo scultore perfetto

Vittorio Sgarbi per Il Giornale

Se penso a quanti artisti modesti hanno avuto fama e gloria, e quante curiosità e attenzioni abbia mostrato il mercato per personalità insignificanti, devo rassegnarmi ad accettare quanto i valori estetici siano incerti e quanto sia debole la nostra influenza critica.

Se così non fosse risulterebbe incomprensibile il destino di oblio e di indifferenza che ha, con somma ingiustizia, reso invisibile, e ai più ignoto, Attilio Selva (Trieste, 1888 – Roma, 1970). (continua)