Chi «lancia» libri uccide lettori

Alfonso Berardinelli per Il Sole 24 Ore

Molto utile il libro A. O. Scott Elogio della critica (Il Saggiatore, pagg. 247, € 22): ne consiglio la lettura perché riassume con sintetica efficacia storia e senso comune su questa attività tanto naturale e necessaria quanto deplorata. Ma vediamo in quale contesto e in quale congiuntura cade un tale libro. Si potrebbero evocare secoli di storia della cultura, ricordando che da Orazio a Dante, da Coleridge a Foscolo a Baudelaire, l’intelligenza e la pratica critica erano già inseparabili dall’arte. Ma in particolare per tutto il Novecento, secolo di arti autoriflessive, scrittori-critici come Eliot e Montale, Borges e Octavio Paz, Butor e Pasolini, Enzensberger, Vargas Llosa e Calvino, Caproni, Zanzotto, Sanguineti, erano protagonisti della scena letteraria, mentre critici-scrittori come Benjamin e Wilson, Debenedetti, Starobinskij e Barthes, erano letterariamente apprezzati non meno di narratori e poeti. (continua)