Busmanti e la nobiltà di vivere a regola d’arte

Vittorio Sgarbi per Il Giornale

Alcuni, morendo, sanno di perdere vaste porzioni dell’infinito spettacolo del mondo; ma non lo diminuiscono. La scomparsa di Eugenio Busmanti è stata invece una perdita per il mondo che, senza il suo sorriso, la sua pena, la sua ironia, è più povero.

Nessuno potrà sostituirlo. Egli è stato, veramente, unico. La fine di un’epoca. Eugenio apparteneva a quella rara specie di uomini che ci stupiscono, che ci fanno credere al valore della diversità. Se ne incontrano pochi, e non sempre sono amici. Più spesso sono la coscienza inquieta, critica, del mondo, stravaganti, ribelli anche se entro un codice di regole riconosciute. E difficilmente si adatteranno a un ordine di cui pure hanno nostalgia. (continua)