Alfonso d’Aragona, il benemerito Re di Napoli

Paolo Mieli per Il Corriere della Sera

Nel giro di vent’anni, a metà del Quattrocento, Napoli è diventata una delle principali città europee del Rinascimento. Cosa lo rese possibile? È questo il nodo centrale che cerca di sciogliere il libro di Giuseppe Caridi, Alfonso il Magnanimo, in libreria dal 10 gennaio per Salerno editrice. L’Alfonso di cui al titolo del libro era nato nel 1396 e nel 1416 era subentrato al padre Ferdinando I come titolare della corona d’Aragona, costituita dagli Stati iberici di Aragona, Catalogna, Valenza, Maiorca e dalle isole italiane di Sicilia e Sardegna. Nel 1421 accadde qualcosa che gli avrebbe cambiato la vita: la regina di Napoli Giovanna II, che non aveva figli, lo chiamò nella sua città a che le desse man forte contro Luigi III d’Angiò. In cambio gli promise che lo avrebbe nominato erede del suo regno. Anzi, lo adottò all’istante come figlio, rendendo così implicita la successione. (continua)