A Canossa Enrico IV venne umiliato. Ma anche il Papa uscì sconfitto

Paolo Mieli per Il Corriere della Sera

Il 14 maggio 1872, il cancelliere tedesco Otto von Bismarck, nel pieno del Kulturkampf, la disputa che opponeva lo Stato tedesco alla Chiesa, cercò di rassicurare il Reichstag con queste parole: «Non preoccupatevi, noi non andremo mai a Canossa, né con il corpo, né con lo spirito!». A quel punto, tutti i membri dell’assemblea si alzarono in piedi e si ebbe un applauso davvero fragoroso. Dopo circa 800 anni da quando un imperatore tedesco era andato nel castello di Matilde per farsi perdonare da un Pontefice, Canossa era considerata ancora «un’onta per la memoria della nuova ed eterna nazione tedesca», scrive Glauco Maria Cantarella nello straordinario Gregorio VII pubblicato dalla casa editrice Salerno. (continua)